Lunedì, 24 Novembre, 2014
Home Articoli pubblicati La nascita della Serigrafia

La nascita della Serigrafia PDF Stampa

Pubblicato sul prestigioso numero 1000 di GRAPHICUS del sett 2003
Non si conosce con esattezza l’origine del sistema Serigrafico, ma sono state prodotte diverse ipotesi per capire come e dove abbia potuto nascere la Serigrafia. E’ indubbio che questa dissertazione non riservi alcun utile per nessuno ma è interessante confrontare le differenti ipotesi al fine di arrivare ad avere almeno una opinione comune di massima cercando di eliminare le inesattezze

Michel Caza scrive nel suo libro Screen printing book,”....non è chiaro e conosciuto chi tra cinesi e giapponesi fu il primo a farne uso. La divertente tecnica cinese di fare telai con capelli femminili intrecciati e tesati con incollati pezzi di carta, merita di essere menzionata almeno per la poeticità di tale immagine.
Nel libro Tecnica y pratica del Proceso Serigrafico  Joseph Tobella ne intravede i principi già 150 secoli  a.c. nelle pitture rupestri delle grotte di Lascaux in Francia e presso la rocca di Toca do Boqueirao in Brasile. In questi reperti sarebbe stato dimostrato l’utilizzo di spolvero di terre colorate sopra una specie di telaio di mascheratura. Anche presso le isole Fidji e in Giappone sono state ritrovate immagini ottenute attraverso la mascheratura di foglie di platano.
In Egitto furono usate mascherature sofisticate per decorare templi e piramidi. Nel XVII secolo d.C. il giapponese Some-ya-yu-zen sembra utilizzasse telai di seta per mascherare le immagini da stampare.
 Esistono molte altre ipotesi sulla nascita della tecnica serigrafica. Sostanzialmente si possono individuare tre differenti ceppi di possibile origine: Cina, Giappone e Area mesopotamica (Fenici). 

1.       Ipotesi Cinese  Caldeggiata da molti operatori del settore, si basa sul fatto che la Cina sia stata la prima produttrice in assoluto di seta. Si hanno notizie archeologiche di allevamenti di baco “Bombyx mori” fin dal lontano XII secolo A.C. Il fatto che la seta sia stata scoperta dai cinesi ha sempre fatto da collegamento tra Cina e Serigrafia. L’opinione del Prof. K.F.Ehlers introduce l’ipotesi che le matrici per colorazione dei tessuti, epoca della dinastia T’ang 618-907 D.C., siano state le prime depositarie della nascita della Serigrafia. Tali matrici, dice Ehlers, consistevano di un reticolo di fili di seta o di capelli sul quale erano applicate sagome di carta. Questi telaietti di legno avevano fili sottilissimi di crine o capelli umani, che, tesati similmente ad un tessuto serigrafico, mostravano incollate figure di fiori ed adorni in carta di legno. Notizia certa è che una di queste matrici sia custodita nel Museo Victoria and Albert  di Londra e sia fatta con capelli umani, riproducente motivi floreali. Non si può parlare di ritrovamento archeologico ma di reperimento perchè questo telaietto fu acquistato durante una mostra dell’arte Giapponese avvenuta in Europa durante il 1600. Il reperto è perciò riferibile non alla Cina ma al Giappone e con precisione alla città di Kamakura, allora capitale, nell'isola di Honshu. La matrice in crini e capelli, ritrovata in Giappone, matrice oltretutto risalente al 1300 D.C., mette in discussione la discendenza Cinese, in quanto non si ha notizia di simili reperti provenienti dalla Cina. Per quanto riguarda la dinastia T’ang, si legge nei testi che abbia dato impulso alla poesia (antologia con 49.000 composizioni) e alla lavorazione di giada, porcellana, lacca, pittura su vetro, seta, rotoli di carta con figure umane, fiori, uccelli, paesaggi, ecc. Si differenzia dalle dinastie precedenti perchè la precisione dei tratti della pittura era molto elevata, simile alle miniature. Tutti prodotti manuali di estrema bellezza e qualità ma nulla che possa ricondurre ad una traccia di ripetitibilità peculiare della stampa. Nella ipotesi Cinese si fa anche riferimento alle tecniche Rorechi e Kyotechi che però appartengono ad una tecnica di riserva a cera per la tintura dei tessuti, originale di Giava e più conosciuta come tecnica Batik. In una elencazione di prodotti stampati con procedura serigrafica si fa cenno anche ai kimono, che però fanno parte della tradizione Giapponese. Da alcuni contatti con aziende serigrafiche Cinesi di oggi, (ad.es. l’Hang Fai di Shanthou ) si apprende che in Cina non ci sono tradizioni serigrafiche. Sorprendentemente un insegnante di una scuola serigrafica di Xi’an, città al centro della Cina, mi chiedeva, durante una recente fiera Drupa, se sapevo dove fosse nata la Serigrafia.  

2.       Ipotesi Giapponese  Il Giappone ha tradizioni artistiche e culturali che affondano nei millenni. L’amore per l’arte figurativa è sempre stata una delle tradizioni più antiche del paese. Si hanno notizie archeologiche del periodo Heian, 794-1185 d.C., con rotoli di seta decorati a mano denominati Emakimono. Il periodo più fiorente per le arti pittoriche, soprattutto figurative, è il periodo Kamakura, 1185-1333 d.C. In questo periodo fu introdotto l’inchiostro di china nella scuola pittorica di Kano. E’ proprio alla città di Kamakura, sull’isola giapponese di Honshu, che venne attribuito questo strano telaietto in legno con tesati alcuni crini o capelli sorprendentemente conservati (da ben 350 anni) con incollati motivi floreali in carta di legno. La prima ipotesi formulata fu che, per la particolare somiglianza, quello fosse un telaio serigrafico. Ci sono molti dubbi che questo telaietto sia stato utilizzato effettivamente per la stampa con un tampone. Il primo dubbio deriva dalla fattura, estremamente delicata, che avrebbe permesso un numero limitatissimo di copie senza rompersi. Il secondo, perché non riporta chiusure laterali di sorta: la definizione dell’immagine, così ricercata dal filo sottilissimo, segno di un’attenta ricerca sulla ricomposizione dell’immagine senza interruzione, veniva vanificata dalla sbavatura del contorno. Il terzo dubbio è l’inaffidabilità delle colle di allora che, dopo le prime stampe, si sarebbero sciolte distruggendo l’immagine. Una delle cose più sorprendenti è che di questi telaietti, tutti perfettamente incollati e tesati con capelli, oggi ne sono disponibili diversi esemplari. Viene il dubbio che questa tecnica fosse più diretta a creare un effetto di disegno sospeso nell’aria: se illuminato, sembra che l’immagine galleggi. E’ interessante verificare l’effettivo utilizzo di questi telaietti; perciò stiamo realizzando un esperimento di stampa con un telaietto simile all’originale, costruito con i prodotti simili a quelli disponibili allora. Al di là di questo ritrovamento sorprendente ma molto circoscritto all’area di riferimento, in Giappone non risultano ritrovamenti, tradizioni e tecniche riconducibili a quelle serigrafiche. Anche in Giappone, nonostante attualmente la serigrafia sia molto più diffusa che in Cina, le tradizioni del passato indicano arti manuali estremamente sofisticate, molto difficoltose ma sempre di alta manualità. Manualità connotata precisamente in caratteri d’inconfondibile arte orientale. 

3.
      Ipotesi Fenicia, Area Mesopotamica  Sicuramente è un’ipotesi originale ma non azzardata. Si basa su alcune particolari coincidenze ed un rigoroso studio sulla effettiva capacità tecnica di produrre stampati.
Questi i cardini fondamentali:
 
1.       Il periodo di riferimento è molto antico. Dal XIII sec. al III a.C. Non si parla di stampa attraverso un tessuto ma di ripetizione d’immagine attraverso una tecnica semplice ma affidabile. I popoli dell’area Mesopotamica, Assiri e Babilonesi, utilizzavano già tecniche  sofisticate di tessitura e di tintura. I commerci erano principalmente diretti verso l’area Mediterranea (area Fenicia). Rilevante quantità di merce commerciata con supposta produzione in serie.
2.       La porpora: una specie di pigmento rosso estratto da molluschi. I Fenici sono storicamente famosi per la scoperta e l’utilizzo della porpora. Forse non tingevano interamente il drappo, è possibile che lo decorassero a soggetto
3.       La diffusione della serigrafia in aree dell’Europa che sono state sedi di insediamenti Fenici. Esistenza di tradizione serigrafica ancora oggi in queste zone.
4.       Matrici di terracotta, ritrovate nelle tombe fenicie, che possono essere assimilate a veri e propri timbri per la produzione di drappi funerari. Esistono esperimenti in merito. Una interessante esperienza di stampa a timbro è stata effettuata con una matrice fenicia in argilla, del diametro di cm. 12, risalente al VI-V secolo a.c. e custodita nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.
5.       La tendenza commerciale dell’insediamento Fenicio. Merci in grande quantità che potevano godere di una convenienza economica se prodotte su vasta scala.
6.       Lettere del “Vecchio Testamento” con la lista di prodotti Fenici, in cui appare la sottile differenza tra drappo colorato e decorato. Sono due significati diversi che nella traduzione possono essere stati interpretati come uguali ma non lo sono (Antico Testamento - Libro di Ezechiele)
7.       I Fenici erano collocati geograficamente alla fine della via della seta. In diretta comunicazioni con i commercianti cinesi che fornivano loro la seta. E’ stata formulata anche l’ipotesi che le carovane dopo il tragitto Cina- Mesopotamia non ritornassero vuote. Quindi gli interscambi carovanieri avrebbero prodotto un continuo andirivieni di merci. Paesi a forte densità serigrafica come Turchia, Siria, Iran, Afganistan e tutti quei paesi derivati dall’antica Persia fino all’India, avrebbero appreso questa tecnica proprio dagli interscambi commerciali con la Mesopotamia, facilitati dalla via della seta e dalla via della spezie per l’India.
8.       La riconosciuta mancanza di originalità nell’arte Fenicia (E. Voguè). Quindi una sorprendente tendenza portata a ripetere l’esistente che a creare del nuovo. 
La stampa a timbro che aveva il grosso problema del deposito scarso di pigmento, soprattutto nelle applicazioni su tessuti assorbenti e spessi, ebbe moltissimi ed interessanti perfezionamenti nei secoli successivi. Si tenga presente che una della ultime stamperie a timbro Italiane ha operato fino agli anni ’60 a Chieri -To. La stampa a timbro venne affiancata (anno 1750) dalla tecnica Pochoir, evoluzione dell’antica  tecnica della mascheratura, e insieme vennero sempre più utilizzate per dipingere drappi, mascherando il disegno da riprodurre, con i materiali più diversi. L’antica tecnica della mascheratura aveva un grosso limite nella riproduzione di figure spezzettate e nei caratteri di scrittura, in quanto non legava insieme tutti gli elementi ma, necessariamente, li doveva separare. 
Il metodo della mascheratura si era già diffuso in Europa fin dal periodo medioevale ed ebbe grande sviluppo fino al XVI secolo. La diffusione avvenne principalmente in Inghilterra ed in Francia, dove attorno al 1750 Jean Papillon incominciò l'attività di produttore di carta da parati con il metodo detto Pochoir. Dal XVIII secolo l'arte si diffuse in quasi tutto il mondo con particolare espansione in America, dove si decoravano mobili, muri, tessuti e metalli con questa tecnica. Il tessuto per il "telaio da stampa" era fatto di fili di seta accoppiato con tessuto d'organza, tutti tessuti molto difficili da lavorare.
Un grande passo in avanti avvenne nel 1907, quando tale Simon di Manchester brevettò il processo serigrafico attraverso il tessuto in seta, che garantiva una resistenza più elevata alla tiratura, una migliore stabilità dimensionale e l'utilizzo di rullini in gomma; solo successivamente  furono utilizzate racle in gomma, per trascinare l'inchiostro. L'invenzione venne catalogata con il nome di silk screen printing. Il nome della serigrafia attuale è perciò molto recente.
Da questo momento con la serigrafia vennero stampati ogni sorta di supporti, dai tessuti ai poster, dalle cartoline alle etichette fino alle targhe. In pratica, però, l'utilizzo prettamente commerciale del processo di stampa, fece in modo che la serigrafia non venisse registrata come una nuova espressione grafica, un vero processo di stampa, ma una considerazione di intrinseca inferiorità fece ritenere la serigrafia come una tecnica pregiudizialmente minore. La Serigrafia appare in Francia nel primo ‘900 a Lione, in Gran Bretagna nel 1923/1924, In Scandinavia e Olanda nel 1927. Negli Stati Uniti, nel 1920 l'artista Anthony Velonis produsse le prime serigrafie d'arte ed un manuale di tecnica serigrafica, per rispondere ad esigenze economiche, oltre che artistiche. Molti altri artisti, (Jackson Pollock, Marcel Duchamp, Andy Warhol, Victor Vasarely, Robert Indiana...) si avvicinarono con interessanti risultati a questa nuova tecnica. 
La storia recente registra la produzione del tessuto in terital nel 1954, ed in seguito del nylon, del poliestere e dell'inox. Alla metà degli anni '50 arrivarono le prime gelatine, o emulsioni fotosensibili, che permisero di riprodurre dettagli sempre più sottili e definiti.
 


Bibliografia:

Franco Lo Giudice - Trattato di Serigrafia - Tirrenia Stampatori - Torino 1999
Michel Caza - Screen printing book - Edizione CD 2000
Joseph Tobella - Tecnica y pratica del Proceso Serigrafico – Barcellona 2003
Storia dell’Artigianato Italiano – Etas Libri 1979
K.F.Ehlers - Serigrafia - Eichenberg Fritz -Lithography and Silk screen- Thames and Hudson
Carlo Frassinelli - Ricerche storiche
De Grandis - Teorie ed uso del colore
M.Brusatin - Storia dei colori
A.Frova - Luce colore visione